L'IMPEGNO DEI VOLONTARI SALVA LA VITA A UN BAMBINO APPENA SBARCATO

Intervista ad Angelo Gugliotta, medico e volontario della Misericordia di Modica
Pozzallo (RG), sbarco del 16 settembre, un gruppo di migranti approda nella cittadina ragusana, tutti provenienti da Lampedusa. L’hotspot in quei giorni era stracolmo: circa 8000 persone e di queste un decimo arriva a Pozzallo.
Comincia così la storia, a lieto fine, di una famiglia composta da una mamma con al seguito 3 bimbi. Tra questi un bambino di 5 anni che al primo controllo già presentava una faringodinia e febbre:
“Appena sbarcato l’ho visitato e auscultato il torace, aveva la temperatura corporea molto alta. Al che l’ho rimandato l’infermeria dell’hospice: ho pensato che con il trattamento antiepirettico la situazione si risolvesse, ma nulla. Così i sanitari dell’hotspot lo hanno inviato al pronto soccorso di Modica: sono stati fatti degli accertamenti e il bimbo risultava avere una emoglobina molto bassa, con parametri quasi ai limiti della vita.”
Dichiara così Angelo Gugliotta, presidente della Misericordia di Modica, medico specialista, (responsabile sanitario per l’Emergenza Sbarchi di Pozzallo per conto dell’Asp di Ragusa) e volontario protagonista di questa storia, che poi continua:
“Mi hanno chiamato quella stessa notte per avvisarmi che il piccolo era stato ricoverato in pediatria a Modica e necessitava di una trasfusione, io sono trasfusionista e mi sono messo subito al lavoro. Durante l’operazione ho notato che ha una patologia piuttosto grave ereditaria (drepanocitosi), che consiste nell’avere un globulo rosso più piccolo della norma. Inoltre, il bimbo manifestava sintomi gravi: dolori a articolazioni con possibilità di forme ischemiche diffuse.”
Senza l’intervento dei volontari dopo due giorni il bambino sarebbe stato dimesso, senonché - per le procedure prevista negli hotspot - l’intera famiglia sarebbe stata trasferita in un centro di tutela. “Abbiamo fatto rete e provato a trovare una soluzione, io sono un medico dell’ASP - prosegue ancora Gugliotta - con il mio staff insieme ai volontari della Misericordia di Modica - siamo riusciti a contattate un centro di eccellenza di Ragusa e a proseguire le cure per il piccolo. Il trasferimento è stato possibile grazie all’interessamento della Prefettura di Ragusa e della Questura. Adesso il bimbo è seguito in modo adeguato in un centro vicino a Vizzini e sta proseguendo le sue cure.”
La rete delle associazioni di volontariato segue da anni le emergenze e gli sbarchi che si succedono a Pozzallo: cambiano le modalità, i flussi, le patologie e le popolazioni ma resta costante la capacità di farsi trovare pronti e di creare le giuste sinergie tra le istituzioni e le strutture sanitarie.