LO SPETTACOLO DEGLI “ORIGINALI TALENTI” DELL’ASSOCIAZIONE METTIAMOCI IN GIOCO

Nessuno deve essere lasciato indietro, è il fondamento di Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che ha ispirato il progetto “Je repars de toi (Ricomincio da te), realizzato dall’ong di Catania, CO.P.E. (ETS Cooperazione Paesi Emergenti) e co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, con l’obiettivo di promuovere i diritti e la piena integrazione sociale, economica e culturale delle persone con disabilità in Tunisia, collaborando attivamente con le istituzioni e la società civile.
Un programma molto articolato che si è concluso proprio in questi giorni, a oltre tre anni dal suo inizio, cui ha partecipato come unica partner italiana l’organizzazione di volontariato “Mettiamoci in Gioco”, di Sant’Agata Li Battiati in provincia di Catania, da anni impegnata a supportare l’inclusione e la valorizzazione di persone con disabilità e fragilità, attraverso laboratori creativi e artistici, percorsi di autonomia e teatro. La pratica teatrale è stata centrale nello sviluppo del programma, in quanto strumento per esprimere potenzialità e talento, al di là di limiti fisici e culturali. Dopo un lungo e intenso periodo di preparazione è stato presentato, al teatro nazionale “Le 4ème Art” di Tunisi, lo spettacolo dal titolo “Helma”, diretto da Smeralda Capizzi, che ha segnato la conclusione del progetto. In scena attori italiani e tunisini, in rappresentanza di Mettiamoci in Gioco e delle associazioni partner tunisine, Asda, Uteim, Agim e Cdis, che si occupano di persone con disabilità e a rischio di emarginazione. Una performance ad alto tasso di emozione che ha incantato il numerosissimo pubblico; in sala anche rappresentanti delle istituzioni tunisine e l’ambasciatore d’Italia in Tunisia, Fabrizio Saggio che, visibilmente colpito, ha voluto complimentarsi personalmente con gli attori.
“Se persone con disabilità possono fare teatro con questi straordinari risultati, possono anche studiare e lavorare, ma è necessario che tutta la comunità s’impegni affinché ciò sia possibile”. Il commento a conclusione di serata del direttore di CO.P.E. Manuele Manente, con Alfio Curcio, membro del consiglio direttivo dell’ong catanese e ideatore di numerosi progetti di cooperazione in Tunisia sin dal 1994.
“Siamo orgogliosi di aver partecipato a questo importante progetto internazionale di promozione sociale – afferma Giorgia Colombrita, presidente di Mettiamoci in Gioco – in cui abbiamo messo in campo le nostre buone prassi per offrire opportunità, e che ci ha consentito di confrontarci e di trarre arricchimento da un contesto tanto complesso come quello tunisino. I ragazzi – prosegue - che hanno partecipato a questa speciale missione, hanno potuto ancora una volta mostrare capacità, talento e sperimentare una bellissima contaminazione durante il loro piacevole soggiorno in Tunisia”.
Quando il teatro può regalare un sogno
“Helma”, parola araba che significa sogno. Un’opera ricca di pathos, in cui gli attori in tre diverse performance interpretano temi universali come quelli del Desiderio, dell’Attesa e della Memoria, attraverso il gesto, l’espressione del viso e della danza. “Abbiamo visto in scena più di 40 ragazzi e ragazze - spiega la regista Smeralda Capizzi, che è anche attrice e autrice, con anni di esperienza nel teatro sociale - che con entusiasmo e generosità hanno costruito questo sogno collettivo. Abbiamo visto la loro poesia e anche la loro ironia, ciascuno ha trovato uno spazio di espressione personale e autentico. Attraverso l'esperienza teatrale – continua- in tutte le sue fasi, dalla creazione alla messa in scena, abbiamo sperimentato un esempio di comunità coesa e inclusiva, in cui la disabilità non è patologia, ma componente di un ecosistema che si muove armonioso. Questo spettacolo – aggiunge in conclusione – è il frutto di un intenso anno di lavoro, tra la Tunisia e l’Italia e ci tenevo fosse anche professionalmente impeccabile, e per questo ringrazio il team che mi ha affiancato e Camila Chiozza, direttrice delle luci, che ha donato poesia a ogni scena. Questo nel rispetto del pubblico e soprattutto dello splendido lavoro creativo, realizzato da questi ragazzi per manifestare il loro bisogno e il loro diritto di una vita piena e degna”.